Chiesa di Santa Caterina d’Alessandria

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Facciata della Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria a PisaÈ tutto un mettere mano alla chiesa di Santa Caterina di Alessandria a Pisa! E fai, e sfai… e sposta quello e costruisci questo!
Nei secoli ha continuato a subire ampliamenti, ricostruzioni, restauri e ripristini…
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Cerchiamo di fare un po’ d’ordine e vedere che è successo.

1. Origine

Costruita accanto alle mura pisane, la chiesa di Santa Caterina d’Alessandria risulta già menzionata nei documenti del 1211. Nella metà del 1220 fu annessa ad un complesso ospedaliero, che successivamente venne convertito in convento.
Nel 1251 iniziarono la prima di una serie di interventi di ampliamento che terminarono nel 1326 col rifacimento della facciata che inserì elementi in stile gotico.

2. L’incendio

Nel 1651, dopo che un poderoso incendio distrusse il convento dominicano e gran parte della chiesa, iniziarono i lavori di ricostruzione. Nella chiesa, oltre alle varie opere di restauro, furono costruiti i quattro altari addossati alle pareti ed inseriti nuovi elementi decorativi; il convento, d’altro canto, fu riedificato ex-novo sull’impianto di quello medievale.

3. I restauri

Facciata della Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria a PisaNel XVIII secolo furono avviate altre modifiche di ampliamento (mai portate a termine), che portarono all’annessione del Monumento sepolcrale della famiglia Pallavicini alla chiesa.
Tra il 1923 e il 1927, fu eseguita un’opera di ripristino della facciata, nel tentativo di riportarla ai canoni gotici e tardo romanici, anche se l’aggiunta del rosone… bah.
La chiesa è stata ulteriormente restaurata nel secondo dopoguerra dopo il bombardamento dell’agosto 1943.

Interno della Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria a Pisa4. L’interno

La chiesa di Santa Caterina d’Alessandria è a croce Latina, composta da una navata unica con copertura a capriate lignee.
La semplicità della forma è dovuta al fatto che questa era una chiesa per la predicazione. Infatti, lungo la parete di destra troviamo la cattedra di legno da cui predicava San Tommaso d’Aquino.

5. Le opere

Monumento funebre dell'arcivescovo Simone Saltarelli di Andrea Pisano

Polittico di Santa Caterina d'Alessandria di Simone Martini

Non vorrei dilungarmi sulle opere conservate nella chiesa, che potete trovare accuratamente descritte nelle fonti di questo articolo.
Sicuramente, meritano una menzione il Monumento funebre dell’arcivescovo Simone Saltarelli, scolpito da Andrea Pisano (sulla parete sinistra), il Monumento funebre di Gherardo di Bartolomeo (sulla parete destra) e l’altare maggiore; quest’ultimo, costruito sopra il sepolcro di Beato Fra’ Giordano di Rivalto (del XIV secolo), era decorato con il famoso Polittico di Santa Caterina d’Alessandria di Simone Martini (del 1320), che attualmente è conservato al Museo nazionale di San Matteo.

Come al solito, ho cercato di concentrare in pochi punti le numerose opere che caratterizzano questo monumento.
Vi suggerisco di visitare questa chiesa e di fare un salto al Museo Nazionale di San Matteo!

Eccovi qualche foto, giusto per scaldarvi il cuore…

Fonti:

Wikipedia,  Comune di Pisa, Museo Nazionale di San Matteo

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