Charles Dickens a Pisa – Le sue impressioni sulla città della Torre Pendente

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charles dickens a PisaTra gli ospiti illustri che hanno soggiornato a Pisa, non possiamo trascurare Charles Dickens. Il celebre autore inglese ha visitato ben due volte la nostra città durante un Grand Tour d’Italia: la prima nel luglio del 1844, la seconda nel mese di giugno del 1845.

Entrambe le volte ha soggiornato nello storico Royal Victoria Hotelche ancora oggi conserva nel “libro degli ospiti” la sua preziosa testimonianza autografa.

Dei due soggiorni a Pisa, Dickens esprime pareri contraddittori. Vediamoli insieme.

Che impressione ha suscitato la prima visita del 1844 di Charles Dickens a Pisa?

charles dickens a PisaLa prima recensione di Charles Dickens su Pisa è sicuramente negativa (e per fortuna che al tempo non esisteva TripAdvisor né Yelp!). Lo scrittore inglese resta colpito dallo sciattume della città e dal numero dei mendicanti che trova in giro. Questa è la stessa opinione che nutrono tutti i viaggiatori del Grand Tour d’Italia che passavano a Pisa in quegli anni (…!). In una cronaca dell’epoca leggiamo: “Le strade della città sono attraversate non solo dagli accattoni del comune pisano, ma vengono ad esercitare la loro industria tutti i disoccupati, tutti i fannulloni, tutti i vagabondi delle province di Lucca, Livorno, […], e perfino di altre lontanissime della penisola“.

Charles Dickens (che, parliamoci chiaro, non era tutta questa simpatia…) resta deluso dalla torre di Pisa che trova “tutta storta nella luce incerta, troppo piccola, non affatto così alta, sopra le mura come se l’era immaginata; probabilmente, si era fatto un’idea più magnifica della Torre Pendente dalle illustrazioni che trovava nei libri.
Anch’egli resta colpito dal numero dei mendicanti che affollano la piazza:
“ammettendo che Pisa sia la settima meraviglia del mondo per via della torre, esse può pretendere di essere la seconda o la terza grazie ai mendicanti. A ogni angolo essi tendono agguati all’infelice visitatore, lo scortano a ogni porta in cui entri, e restano ad aspettarlo, con grandi rinforzi, a ogni varco dal quale sanno che dovrà uscire. I mendicanti sembrano rappresentare tutto il commercio e l’industria di Pisa”.
Impietoso come non mai aggiunge: “a Pisa regna l’apatia del non fare“.

La seconda visita di Charles Dickens a Pisa nel 1845: un’opinione positiva (finalmente)

charles dickens a Pisa 3Un anno dopo, Charles Dickens torna a Pisa per il viaggio di ritorno dal Grand Tour in Italia. Dopo aver visto situazioni ben più disagevoli, superato lo choc dei mendicanti, aver vinto la paura di essere derubato, etc. riesce a vedere la nostra città in una nuova prospettiva. Questa volta il suo occhio e la sua penna sono più benevoli Pisa, che copre di elogi e apprezzamenti.
È il 1845 quando scrive: “quello degli edifici raccolti sopra e intorno a questo tappeto verdeggiante comprendente la Torre, il Battistero, la Cattedrale, il Campo Santo, è forse il gruppo più lodevole e bello che ci sia al mondo. E il fatto di essere raccolto qui insieme, lontano dai traffici quotidiani e delle minuzie della città, gli conferisce un carattere insolitamente venerabile e solenne”. 

Ancora oggi Pisa accoglie i sui visitatori con lo spettacolo della Piazza dei Miracoli e della Torre Pendente, con i suoi sontuosi palazzi e i lungarni ariosi e soleggiati… e con quel degrado che, abbiamo capito, ormai fa parte della nostra tradizione.

E tu, sei che impressione hai di Pisa?

Bibliografia:

Renzo Castelli, A Pisa, Così 36 personaggi scoprirono la città, Edizioni ETS, Pisa 2010

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